FAMOLO STRANO !

Manuale di Kamasutra Partitico

Dopo il Mattarellum, Porcellum, Consultellum, Tedeschellum e Italicum, la nuova posizione di accoppiamento nella politica italiana è il Rosatellum.

Il Kamasutra Partitico è un antico manuale costantemente aggiornato sui modi di accoppiamento politico, pietra miliare della (in)cultura politica italiana e costituisce un utile strumento  per godere appieno dei collegi elettorali e scorpori percentuali, perseguendo la ricerca del Potere (il Piacere in lingua partitica).
Nel Kamasutra Partitico il godimento del Potere è fine a se stesso, non è considerato peccato e al contrario, esso rappresenta uno degli scopi della vita dei politici di professione, insieme al benessere personale, all’esaltazione dei disvalori e alla liberazione dal mondo della politica di qualsiasi visione superiore o dimensione etica.

L’ultima posizione di accoppiamento proposta è il Rosatellum dicevamo, in cui viene dato grande spazio a tutti gli aspetti che caratterizzano il raggiungimento del Piacere e in cui anche i giochi erotici più estremi (accoppiamenti multipli, offese, a volte persino percosse almeno fino a quando non intervengono i Commessi di Camera e Senato) concorrono al godimento supremo.

La posizione è questa.

Due (o più) partiti si scambiano reciproci insulti.
A fasi alterne dichiarano la reciproca superiorità antropologica e incompatibilità in tema di Valori Non Negoziabili.
Lo fanno nei congressi di partito, nelle assemblee pubbliche, nei circoli ma soprattutto in televisione dove ad ogni microfono proclamano la propria diversità (leggasi superiorità) rispetto all’avversario (leggasi nemico).

Vanno avanti in questo modo per alcuni anni e quando finalmente (lo dicono ma non lo pensano….) arriva il momento delle elezioni si confrontano in cagnesco sottolineando le diversità e i motivi per cui gli elettori devono scegliere loro invece degli altri.

E gli elettori lo farebbero pure, principalmente seguendo principi ideali (pochi) e robustezza di  stomaco (moltissimi). Il Rosatellum però va oltre le vecchie categorie e regole della politica (vinco io perciò governo io, vinci tu, mannaggia, governi tu ma ti rompo le scatole per tutto il tempo) e posto che il fine è, ricordiamolo, l’esclusivo raggiungimento del Piacere/Potere, permetterà ai politici di coglierlo a prescindere dalla scelta degli elettori.
Chi si offende amabilmente oggi, il giorno dopo le elezioni si ritroverà unito in un amplesso parlamentare condividendo il fardello della responsabilità e la necessità di dare comunque un governo al Paese (Renzi e Berlusconi?...)
Chi oggi affronta la competizione con quelli che considera alleati, domani li ritroverà avversari in parlamento.

Non è neppure necessario essere particolarmente preparati (Razzi?...) e chi è (elettoralmente) poco dotato (Alfano e Verdini?...) non si deve lasciare intimidire: il Rosatellum sancisce che l’importante è essere in grado di dare le giuste attenzioni al partner temporaneo a scapito delle dimensioni.

Si scrive Rosatellum
Si legge Non c’è mai fine al peggio

E per chi crede ancora che il fine di questa politica dovrebbe essere quello del Bene Comune e la tutela di uno spazio pubblico nel quale tutti i cittadini possano partecipare, è pregato di sollevare il tema alla prossima riunione de Gli Amici degli Asini che Volano.
 

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